Attenuanti: le umiliazioni
Il primo fondamentale motivo per cui la Chiesa è oltremodo restia ad approvare le rivelazioni private è, abbiamo visto, il timore che, dopo la concessione dell’imprimatur, dalle rivelazioni stesse possa uscire qualcosa di contrario alla fede o alla Chiesa stessa.
Ma accanto al timore - che trae origine da preoccupazioni di natura teologica -, dietro la riluttanza della Chiesa stanno anche motivazioni più “umane”, radicate nella psicologia degli “uomini di chiesa” più che nello zelo di ortodossia dei ministri di Dio.
Voglio dire che in certe spettacolari manifestazioni del soprannaturale essi non possono non avvertire una componente di umiliazione, per sé e per il proprio ministero.
Nel caso di Medjugorje non si tratta solo dell’abituale disagio del sacerdote di fronte al carisma; della constatazione del filo diretto che il Cielo ha istituito coi veggenti escludendo i suoi ministri e non avvertendoli neppure, né prima né dopo aver stabilito il “contatto”; del disorientamento in cui in tal modo li lascia di fronte ai fedeli.
A Medjugorje il Cielo fa di più, rendendo obiettivamente più umiliante la condizione dei suoi ministri, e del suo Vicario in particolare.
La Madonna infatti affida messaggi di notevole portata (i segreti e la “Vita di Maria”) non al papa – sia pur tramite i veggenti, come aveva fatto a Fatima - ma a semplici sacerdoti.
Corollario: il Papa ne verrà a conoscenza mettendosi all’ascolto di Radio Maria (per i segreti) e comprando il volume in libreria (per la “Vita”).
In questo affidamento, ai veggenti viene dato un potere superiore a quello conferito al Papa col messaggio di Fatima, in quanto Mirjana e Vicka hanno liberamente deciso a chi demandare il compito della rivelazione.
Pare poi che i due affidatari (almeno quello della “Vita”) abbiano addirittura il potere di decidere se dar corso o meno all’iniziativa divina di cui sono stati investiti: avrebbero così una sorta di diritto di veto sull’operato del Cielo, diritto loro conferito dal Cielo stesso.
Messaggi e istruzioni al Papa per via di terzi
Ma soprattutto la Madonna manda al Papa, tramite i veggenti, istruzioni, esortazioni - quando non si voglia dire ammonimenti - circa il modo di esercitare il suo ministero.
Il 25 settembre 1982 gli fa recapitare questo messaggio: “Il Santo Padre sia coraggioso nell’annunciare la pace e l’amore a tutto il mondo. Non si senta solamente il Padre dei cattolici, ma di tutti gli uomini” (ATM 35).
Sono raccomandazioni che a un papa non dovrebbe essere necessario fare, poiché riguardano comportamenti che rientrano nell’essenza stessa della missione pontificale. Ha senso farle solo se il destinatario ha dato almeno qualche segno di non adempiere ai suoi compiti nel modo migliore.
Detto più crudamente: sono garbate tirate d’orecchi. La modalità esortativa dell’espressione (resa in italiano dai congiuntivi “sia”, “si senta”) non lascia dubbi in proposito.
Assurdo perciò affermare, come fa padre Livio, che il più grande elogio che la Madonna fa al Papa è dire che egli si sente padre di tutti gli uomini.
A parte la stranezza di un elogio che in ogni caso non sarebbe se non la constatazione di un normale dovere compiuto, siamo di fronte a una radicale distorsione del senso del messaggio.
Semmai, dal passo di può ricavare che a giudizio della Madonna il Papa non si sente – o almeno non si sente quanto dovrebbe – padre di tutti gli uomini, e non annuncia la pace e l’amore con il coraggio che sarebbe auspicabile.
Nove giorni prima la Vergine aveva detto: “Ogni volta che sono apparsa, i messaggi ricevuti dal mio Figlio erano per tutti, ma in modo particolare per il Sommo Pontefice, perché li trasmettesse a tutto il mondo […]. Il messaggio particolare per Lui è di riunire tutti i cristiani con la sua parola e con la sua predicazione, e di comunicare ai giovani quello che Dio gli ispira nella preghiera” (ivi).
Allora:
a) “Ogni volta che sono apparsa”: si allude alle precedenti apparizioni a Medjugorje o a quelle avvenute altrove negli anni e nei secoli passati?
b) La Madonna parla di messaggi dati al Papa perché li trasmettesse al mondo. È troppo malizioso avvertire in queste parole un rimprovero a chi questo compito non l’ha svolto? È comunque un dato di fatto che il Papa i messaggi della Madonna si è ben guardato dal trasmetterli.
Se la Vergine si riferisce alle sue apparizioni precedenti, l’unico suo messaggio affidato a Giovanni Paolo II perché lo rendesse noto urbi et orbi è il Terzo segreto di Fatima, che il Papa nell’82 teneva ancora ben chiuso nel cassetto (e ce l’avrebbe tenuto per altri diciotto anni!).
Se invece si riferisce ai messaggi di Medjugorje, è pure pacifico che il Papa non ha trasmesso nulla; ma qui almeno aveva a quel tempo la scusante che non ne era ancora stato informato in via ufficiale (ciò sarebbe avvenuto oltre un anno più tardi con una lettera dei veggenti, come si precisa più avanti).
c) Quanto infine al “messaggio particolare” per il Papa di “riunire tutti i cristiani con la sua parola e la sua predicazione”, pare francamente un po’ … singolare.
Penso che ogni papa sappia benissimo che questo è uno dei suoi compiti primari.
E leggendo la raccomandazione di “comunicare ai giovani quello che Dio gli ispira durante la preghiera”, si resta di stucco: ma se Dio gli ispira nella preghiera certe cose volendo che le comunichi ai giovani, non può ispirargli direttamente anche il proposito di fare tale comunicazione? Deve proprio farglielo sapere attraverso i veggenti istruiti dalla Madonna?
Così Dio tratta il suo vicario in terra, e così la Madonna tratta chi le si è proclamato “totus tuus”?
Altre umiliazioni occasionali
A - Nel 1987 Mirjana, unica tra i veggenti, ebbe un vero colloquio di un quarto d’ora col Papa. Di che cosa avranno parlato? Sembra veramente impossibile che non abbiano toccato il tasto dei segreti.
Ciò per un motivo semplicissimo: come si è or ora accennato, i segreti e il particolare ruolo di Mirjana nella loro divulgazione costituiscono il tema centrale di una lettera scritta al Papa tre anni prima da padre Vlasic e dai sei veggenti, lettera approvata personalmente dalla Madonna (v. “La lettera di padre Tomislav”, nella seconda parte).
A tale lettera (e quindi alla Madonna) non risulta che il Papa abbia mai risposto. È perciò presumibile che si sia sentito in dovere di esporre almeno le ragioni del suo silenzio.
E quanto a Mirjana, non avrà potuto non spiegargli quel che risulta ufficialmente, ossia la procedura di pubblicazione dei segreti, che affida un ruolo decisivo a padre Ljubicic ed esclude completamente il vicario di Cristo.
Il Papa avrà dovuto prenderne atto. Forse avrà cercato di sapere qualcosa di più sui segreti; nel qual caso la veggente, vista la procedura stabilita dalla Madonna, dovrebbe aver opposto un garbato diniego.
Comunque siano andate le cose, pare molto difficile, per ragioni puramente oggettive, non immaginare una situazione sostanzialmente imbarazzante. Imbarazzante soprattutto per il Papa, costretto a constatare il ridimensionamento del suo ruolo di rappresentante di Dio tra gli uomini.
Forse è proprio per attenuare l’imbarazzo che egli avrebbe detto che se non fosse stato papa sarebbe già andato a Medjugorje.
E quasi per riaffermare in qualche modo il proprio ruolo, per riprendere in pugno una situazione ormai sfuggitagli di mano, “ha chiesto, dice Mirjana, che tutti i pellegrini che si recano a Medjugorje preghino sempre per le sue intenzioni”.
È chiaramente un tentativo di reinserirsi in un gioco che lo esclude. E sia Mirjana che la Madonna sono ben liete di concedergli questa consolazione.
La veggente dice poi di aver visto nel suo volto “quella capacità di ascoltare e di amare che si legge nello sguardo di chi è profondamente legato a Maria”. Diamine, che si vuole di più per dimostrare la meravigliosa sintonia tra il Papa e la Madonna di Medjugorje?
Tutto questo non è fantadietrologia. È quanto scaturisce a rigor di logica dai fatti nudi e crudi.
Del resto, come si è detto, Mirjana è, tra i sei veggenti, la sola con cui Giovanni Paolo II abbia avuto uno scambio di idee, e non solo di banali convenevoli, come è avvenuto invece con Marija e con Vicka. Quanto a Jakov, pare che il Papa abbia evitato di incontrarlo.
Sui contatti del Pontefice coi veggenti, e sul colloquio stesso con Mirjana, torniamo nel prossimo capitolo .
B – A proposito di Vicka, lei stessa ricorda che, riconosciuta dal Papa durante un’udienza in cui aveva fatto da interprete, gli offrì una corona del rosario dicendo: “Santo Padre, lei ha senz’altro tante corone, ma questa è stata benedetta dalla Madonna”.
Vicka ha compiuto un gesto gentile, e senza dubbio era animata dalle migliori intenzioni. Ma, ancora una volta, sono le circostanze oggettive che configurano una situazione sottilmente umiliante per il Papa.
Egli “ha senz’altro tante corone”; ma quelle che ha lui, di cui potrebbe eventualmente far dono a Vicka, sono benedette da lui stesso.
E certo una coroncina benedetta dal Papa ha un alto pregio sacrale; ma non tale da poter competere con quello della corona che la veggente può permettersi di regalare a lui, in quanto si tratta addirittura di corona benedetta direttamente dalla Madonna.
Al di là delle intenzioni di Vicka, la sostanza del discorso è chiara: se il Papa vuole una corona del rosario benedetta personalmente dalla Vergine, deve rivolgersi anche lui, come tutti, ai veggenti di Medjugorje, a cui la Madonna le fornisce in esclusiva.
Le umiliazioni connesse all’eventuale riconoscimento
Qualora la Chiesa si decidesse a riconoscere le apparizioni di Medjugorje, o almeno a muovere qualche passo in tale direzione (dopo di che, s’intende, sarebbe difficilissimo tornare indietro, o anche solo fermarsi), non è difficile vedere quali altre pesanti umiliazioni dovrebbe affrontare.
In primo luogo vi è il fatto stesso che a Medjugorje la Madonna, come dice padre Livio, “si è fatta madre e maestra di un’intera generazione”.
Il che significa che, installatasi d’autorità in una parrocchia, ha istituito una sorta di magistero parallelo, che emette con periodicità regolare bollettini indirizzati a tutti i fedeli (senza neppure avvertire il Papa, come sappiamo).
Così stando le cose, in caso di riconoscimento compiuto o almeno avviato, il Pontefice non potrebbe certo esimersi dal diffondere tali messaggi, eventualmente commentandoli.
In tal caso il suo ruolo pastorale finirebbe inevitabilmente per divenire secondario, quasi pleonastico: ubi maior, minor cessat.
È vero che in tal modo il “piano di Maria” potrebbe finalmente funzionare meglio. Ma questo non per un coinvolgimento della Chiesa da parte del Cielo, come sarebbe avvenuto se la Vergine avesse fin dal principio avvertito il Pontefice delle apparizioni, incaricandolo di farsene portavoce e rendendolo così partecipe del carisma; bensì per una sorta di resa incondizionata della Chiesa dopo oltre venticinque anni di ostentata indifferenza.
Altra situazione imbarazzante sarebbe indubbiamente quella costituita dai rapporti con la località di Medjugorje.
Il Papa non potrebbe più evitare di recarvisi. E difficilmente potrebbe scegliere una data diversa dal fatidico 25 del mese; in ogni caso, considerando che la sua visita attirerebbe a Medjugorje tutti i veggenti, sarebbe alto il rischio di dover assistere in diretta all’estasi di qualcuno di loro.
Il che rappresenterebbe la situazione più mortificante e delegittimante che si possa immaginare.
Per di più, la Madonna nell’apparizione dovrebbe o accennare alla presenza del Papa e indirizzargli un saluto, un complimento, una benedizione attraverso il veggente, oppure ignorare del tutto la sua presenza.
È difficile decidere quale delle due situazioni sarebbe più umiliante. Sarebbe un vero e proprio inchinarsi del potere sacerdotale (anzi, magisteriale) di fronte al carismatico.
E infine, come già abbiamo accennato, sarebbe difficilissima da gestire la situazione che si creerebbe se e quando venissero al pettine i nodi della Vita di Maria e soprattutto dei dieci segreti, col Papa ridotto a far da semplice spettatore di uno sviluppo annunciato come cruciale per la storia del mondo.
La sua delegittimazione sarebbe massima.
Diffidenza giustificata
Tutto quanto abbiamo ora esposto mostra quanto sia giustificato, sul piano umano, l’atteggiamento della Chiesa, e del Papa in particolare, verso Medjugorje.
Essi sanno che anche il minimo segno pubblico di benevolo interessamento potrebbe innescare un processo che sarebbe poi difficilissimo arrestare.
Probabilmente è proprio per questo motivo che si è cercato di far “morire” la vicenda della madonnina lacrimante di Civitavecchia.
A un certo punto pareva che il riconoscimento fosse imminente (la statua aveva tra l’altro lacrimato nelle mani stesse del Vescovo). Circostanze positive potevano essere il fatto che le statue piangenti non trasmettono messaggi (e tanto meno annunciano segreti) e la provenienza medjugoriana della madonnina, che avrebbe consentito di dare un contentino ai fautori della apparizioni senza impegnare la Chiesa su questo punto.
Ma poi evidentemente ha prevalso la considerazione che proprio il peccato d’origine della statua, ossia la sua ascendenza medjugoriana, poteva indurre a pensare che riconoscendola si desse un riconoscimento indiretto a Medjugorje.
Sono ovviamente numerosi coloro che autorevolmente reclamano che la Chiesa si pronunci (in senso positivo, ovviamente); tra gli altri, René Laurentin e Vittorio Messori. Quest’ultimo, citato da padre Gaspari a Radio Maria, sostiene che “la Chiesa ci ha lasciati soli”, poiché i casi sono due: o a Medjugorje siamo di fronte a un falso colossale oppure da oltre vent’anni la Madonna si sgola senza che la Chiesa le dia ascolto.
Ma Messori dovrebbe riconoscere che anche in un altro senso i casi sono due: o il Cielo opera senza assicurare il minimo coordinamento tra la Madonna e la Chiesa oppure il Papa, pur sapendo che a Medjugorje appare la Madonna, la boicotta ostinatamente.
Scelga egli stesso quale interpretazione preferisce. Sono entrambe squalificanti per la causa della fede.
A meno che chi ama credere nel “Dio nascosto” non preferisca pensare che la Chiesa, mantenendo il silenzio su Medjugorje, cooperi mirabilmente al nascondimento di Dio.
Se infatti riconoscesse ufficialmente la presenza di Maria in un contesto di eventi “preternaturali”, sarebbe per molti troppo facile credere, e la fede non sarebbe più un merito (oltre che una grazia, s’intende).
E per il Papa stesso, se la Madonna gli apparisse come appare ai veggenti, non vi sarebbe più merito ad esercitare il discernimento: chiunque sarebbe capace di fare il papa!
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