Il ‘presente di stato’ in ‘Non conosco uomo’
“Non conosco uomo” (Lc 1,34) costituisce la risposta della Vergine alle parole dell’angelo annuncianti la sua prossima straordinaria maternità. Per sostenere che tale espressione non indica solo una condizione momentanea, ma implica un durevole proposito di verginità, la si qualifica (ad esempio da parte di R. Laurentin) come un “presente di stato”, al pari di “non fumo”, “non bevo”, “non ballo”. Cerchiamo qui di dimostrare che si tratta di una tesi infondata sotto il profilo linguistico.
1) Va innanzitutto negata l’analogia con espressioni del tipo “Non mi sposo”, “Non mi fo prete”, citate come esempi dal Ricciotti. Queste infatti, anziché indicare un comportamento abituale, designano l’inizio di uno stato, di una condizione.
2) Il presente di stato esprime l’autoinclusione, da parte di chi lo impiega, in una categoria in certo senso “riconosciuta” di persone che hanno comportamenti comuni: chi dice “non fumo” si autoinclude nella categoria dei non fumatori (ovvero si autoesclude dalla categoria dei fumatori). Ora, è chiaro che nel caso di Maria non si può parlare di autoinclusione in una fantomatica categoria delle donne appena sposate che non hanno rapporti sessuali.
3) Perché un’affermazione come “non fumo” o “non bevo” abbia un senso occorre che nel vissuto di chi la fa vi sia un passato di qualche durata in cui già si è mantenuta l’astensione dal fumo o dall’alcol: solo in tal caso si può ragionevolmente prevedere che l’atteggiamento del presente si prolungherà nel futuro. In altre parole, lo stato presente viene considerato come una semplice transizione tra un passato di astinenza e un futuro che si suppone simile.
Ma nel caso di Maria è assurdo parlare di un passato di volontaria protratta astinenza dai rapporti sessuali, data la sua condizione di bambina o fanciulla che solo ora si affaccia a questa dimensione della vita, venendo per la prima volta a trovarsi nella condizione di poter decidere liberamente se accettare la sessualità o rifiutarla.
4) Sviluppando i concetti espressi nei due punti precedenti, possiamo dire che nel caso della Vergine siamo in presenza di una situazione – la possibilità di avere rapporti sessuali – che, almeno formalmente, ha già avuto inizio (con la celebrazione del matrimonio), per cui il “non conosco uomo” potrebbe solo venir interpretato dall’angelo come “non conosco ancora uomo” (in quanto non è ancora iniziata la convivenza).
Poiché Maria non mostra di ritenere l’angelo onnisciente, qualora intenda rispondere andando contro ogni logica previsione (il che non è certo il caso di chi dice “non fumo”), dovrebbe dichiarare apertamente il suo supposto proposito (il quale solo può spiegare l’anomalia).
Ossia: a differenza dell’adulto, che è o non è fumatore (per cui gli basta dire “non fumo”), Maria si trova al confine tra la condizione di chi sicuramente, normalmente, non ha rapporti sessuali (cioè una bambina) e quella di chi sicuramente li ha (cioè una donna da poco sposata). Tra un passato e un futuro che è ragionevole ritenere contrastanti, un “presente di stato” risulta privo di senso.
5) Nell’ambito di una comunicazione puramente verbale quale può risultare da una trascrizione (tale è il racconto evangelico), il presente di stato non può esprimere un’intenzione, e tanto meno una volontà, ma solo un dato di fatto circa il presente e una ragionevole presunzione (sulla base del passato) per quanto riguarda il futuro.
Altri valori possono scaturire solo da particolari tratti soprasegmentali (relativi cioè all’intonazione) o da fattori prossemici (interessanti in primo luogo la gestualità).
Ad esempio, può esprimere la determinazione ad astenersi permanentemente dal fumo il fatto di accompagnare il “non fumo” con un gesto di disgusto di fronte alla sigaretta che viene offerta. Viceversa, ‘non bevo’ può venir detto con un tono e uno sguardo di rammarico, a indicare un “non posso bere” per ragioni mediche; e “non ballo”, confessato con rincrescimento, può significare “non so ballare” (quindi ‘non posso, purtroppo’, anziché ‘non voglio’). Lasciando capire, insomma, che se la mia salute migliorasse potrei riprendere a bere alcolici, e che se qualcuno mi insegnasse potrei cominciare a ballare anch’io.
Ma è superfluo dire che nel caso di Maria non disponiamo di alcuna informazione extralinguistica che possa indurci a vedere nel supposto presente di stato l’espressione di una volontà.
6) Va infine ribadito l’assurdo di un asserito proposito di capitale importanza che, anziché essere espresso da termini indicanti esplicitamente intenzione, progetto, volontà, deve venire “dedotto” da un ipotetico “presente di stato” e dal fatto che, se così non fosse, la risposta della Vergine risulterebbe “sciocca”.
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