controapologetica le bugie della fede

Introduzione

“Lo scandalo Medjugorje” è il terzo “volume” della trilogia comprendente “Apparizioni e altre rivelazioni private” e “Il tormentone di Fatima”.

Chi l’ha scritto non è a priori un negatore di Medjugorje. Quasi tutti i dati che vi figurano sono desunti da fonti di ineccepibile “ortodossia”: i messaggi ufficiali della Madonna, le interviste ai veggenti, le opere dei due massimi sostenitori e divulgatori delle apparizioni - l’abbé Laurentin e padre Livio Fanzaga di Radio Maria -, nonché quella sorta di “bibbia di Medjugorje” che è l’opera scritta per il ventennale da Caniato e Sansonetti.

Non potevamo però evitare, per un’esigenza di elementare correttezza, di menzionare occasionalmente almeno l’opera di un autore convinto dell’inattendibilità del fenomeno Medjugorje, Marco Corvaglia.

A noi comunque non interessa prendere posizione circa l’autenticità delle apparizioni, compito per cui non possediamo alcuna specifica competenza. Assumiamo anzi come ipotesi di lavoro la normalità e la sincerità dei veggenti, che pertanto designamo sempre con tale nome, senza qualificarli come “presunti” o “sedicenti” (ricordiamo comunque che di simili formule dubitative si è avvalsa proprio la Chiesa per definire le mariofanie bosniache).

Le cose che ci preme mettere in luce sono soprattutto due:

da un lato, il comportamento incomprensibile della Madonna, che, con lo scopo dichiarato di salvare il mondo da una catastrofe imminente, dà vita a un’iniziativa in corso ormai da più di un quarto di secolo, senza neppure avvalersi della collaborazione della Chiesa;

dall’altro, la lacerazione profonda che le apparizioni producono nel seno della Chiesa stessa.

La monografia è divisa in due parti. La prima presenta il fenomeno delle apparizioni dando le informazioni essenziali circa i veggenti, il contenuto dei messaggi, l’atteggiamento della Chiesa, la cosiddetta “questione erzegovinese”. Esamina inoltre le modalità di comunicazione che le apparizioni di Medjugorje istituiscono tra il Cielo e gli uomini e cerca di individuare la strategia che la Madonna persegue per salvare il mondo dalla catastrofe.

Nella seconda parte, introdotta dal capitolo omonimo, si approfondisce la scottante tematica dei segreti confidati dalla Vergine ai veggenti, tematica solo schematicamente presentata nella parte precedente.

Quando si menziona il Papa, senza ulteriori specificazioni, ci si riferisce di regola a Giovanni Paolo II, il cui pontificato ha visto la nascita dell’imbarazzante fenomeno Medjugorje e l’ha accompagnato per quasi cinque lustri.

Benedetto XVI non ha preso sino ad oggi alcuna iniziativa in materia, e a suo tempo si era espresso in modo non proprio entusiastico circa le apparizioni. Del resto, il card. Ratzinger, come abbiamo avuto più volte occasione di ricordare, è stato il principale artefice di quel Catechismo della Chiesa Cattolica che alle apparizioni della Vergine non riserva praticamente alcuno spazio.

La frequenza con cui viene citato padre Livio è dovuta unicamente al fatto che egli è di gran lunga il religioso che più si impegna, con una vulcanica produzione libraria e con l’assidua predicazione dai microfoni di Radio Maria, a sostenere la causa di Medjugorje.

N. B. A molti potrà apparire poco interessante la tematica medjugoriana, e di conseguenza prolissa la nostra trattazione.

In effetti, accanto a qualche principio generale già delineato in “Apparizioni e altre rivelazioni private”, abbiamo qui una sequela interminabile di astuzie, ipocrisie e colpi bassi: nell’insieme, un discorso relativamente povero di sostanza esegetico-teologica e spesso centrato su dispute sconfinanti nella rissa verbale o addirittura nelle beghe personali.

Ma Medjugorje è la bandiera di Radio Maria, l’emittente religiosa di gran lunga più ascoltata in Italia e nel mondo; e le ultraventicinquennali apparizioni bosniache sono senza ombra di dubbio la manifestazione più importante di quel “cattolicesimo delle apparizioni” a cui abbiamo accennato al termine della prima monografia, nonché, come si è detto, una delle più fastidiose spine nel fianco per la suprema gerarchia della Chiesa.

Non potevamo pertanto non parlarne diffusamente.

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