controapologetica le bugie della fede

I segreti come profezie condizionate o incondizionate

Sin qui abbiamo soltanto sfiorato una questione che è di capitale importanza per definire lo statuto degli eventi “coperti” dai segreti di Medjugorje: il fatto che essi siano condizionati oppure incondizionati.

Torniamo a quanto si è detto parlando delle profezie in generale (v. appunto il cap. “Profezie” in “Apparizioni e altre rivelazioni private”): una profezia è condizionata se il suo avverarsi dipende dall’adempimento (o, secondo i casi, dal mancato adempimento) di una o più condizioni; incondizionata se s’intende che si avvererà comunque, a prescindere da qualsiasi condizione o circostanza.

Nel nostro caso la questione si pone in questi termini: gli eventi (dolorosi, come sappiamo), preannunziati a tempo debito dai segreti potranno venire “sospesi”, quindi scongiurati, da un comportamento edificante dell’umanità - in pratica dalla sua “conversione” - oppure si verificheranno in ogni caso, essendo ormai stati irrevocabilmente decisi dalla volontà divina?

A questa domanda relativa ai singoli segreti se ne affianca un’altra che riguarda l’esito finale di tutta la “procedura”: il “golfo di luce”, il “tempo di primavera”, il ridimensionamento del potere di Satana - promessi come sbocco del passaggio doloroso costituito dagli eventi in questione - verranno infallibilmente o sussiste il pericolo che svaniscano nel limbo delle speranze chimeriche?

Se cerchiamo nei materiali costituiti dai messaggi della Madonna, dalle esternazioni dei veggenti e dalle interpretazioni dei mariologi impegnati, possiamo facilmente trovare elementi a favore sia dell’una che dell’altra tesi: non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Come abbiamo visto, la *lettera di padre Tomislav, parlando del nono e decimo segreto, dice che “la punizione è inevitabile, perché non bisogna aspettarsi la conversione del mondo intero. Anche se il castigo può essere diminuito con la preghiera e la penitenza, non può essere soppresso”.

E ancora nel ’91 Laurentin scriveva: “Secondo Mirjana, le catastrofi annunciate sarebbero irreversibili”.

Ma si affrettava a ricordare che la stessa Mirjana è latrice – secondo lo stesso P. Tomislav - di quello che è senz’altro uno dei messaggi più spesso citati fra tutti quelli dati dalla Madonna, ossia che con la preghiera e il digiuno si possono fermare anche le guerre e sospendere le leggi naturali (VAM, p. 195).

Abbiamo qui dunque già chiaramente delineate le due posizioni opposte e fondamentalmente inconciliabili, pur se Laurentin con un’acrobazia arriva a dire che “i due punti di vista si accordano meglio di quanto non sembri”, in quanto l’uno significherebbe che “l’indurimento dei cuori nel peccato e la loro chiusura al messaggio rende le catastrofi inevitabili”, mentre l’altro equivarrebbe a dire che “si deve sperare contro ogni speranza. Infatti, in via di principio, la preghiera può tutto” (p. 109).

E cita le parole di Gesù: “Tutto ciò che domanderete al Padre mio nel mio nome, egli ve lo accorderà” (GV 15, 7. 16); “Se dite a questa montagna: spostati di qui a là, essa si sposterà” (Mt 17, 20).

In “Perché credo a Medjugorje” (del ’98) padre Livio parla di “carattere condizionato di alcuni segreti”, e precisa che il fatto “che certi avvenimenti accadano o meno dipende da noi e dalla nostra risposta all’appello della conversione”.

Come già abbiamo detto, non è per nulla chiaro chi si debba intendere con questo “noi”; ma in questo caso l’autore appare deciso nel riferirsi all’umanità intera: “se l’umanità ritornerà a Dio, allora entrerà nel nuovo tempo della pace senza passare attraverso la strettoia di una nuova grande tribolazione. Diversamente, non avendo voluto ascoltare il linguaggio dell’amore, Dio per salvare le nostre anime dovrà necessariamente usare il linguaggio del dolore” (pp. 161-62).

Qui il discorso è chiaro: il “tempo della pace” verrà comunque, quel che è “condizionato” è solo il modo in cui arriverà.

Tanto che si arriva addirittura ad affacciare un’ipotesi ardita: “potrebbe quindi anche accadere che alcuni segreti restino tali, perché la Madonna ha ottenuto la risposta che si aspettava. Noi ci auguriamo che sia così, anzi dobbiamo operare perché non sia necessario svelarli.”

Nell’intervista a Mirjana del 2001, pubblicata nel 2002, la situazione appare però mutata: non viene formalmente rinnegato il principio secondo cui sottoposta a condizione è solo la modalità del passaggio al tempo luminoso di primavera, ma si esclude categoricamente che gli eventi coperti dai segreti possano rimanere allo stato di pura potenzialità: la veggente è perentoria nell’affermare e confermare che quanto lei sa sui segreti “accadrà necessariamente”. Per quanto noi possiamo pregare, “quanto è stato stabilito accadrà” (INT 117-18).

Pare dunque di dover concludere che, fermo restando che lo sbocco felice rimane fuori discussione, vi si dovrà giungere attraverso un passaggio doloroso; ciò a sua volta significa, per riprendere l’espressione di padre Livio, che la Madonna non ha ottenuto la risposta che si aspettava.

Non solo: significa anche che dà ormai per scontato che tale risposta non la otterrà se non dopo la purificazione mediante gli eventi previsti dai segreti.

E questo francamente pare assai poco consono all’infinita misericordia e pazienza divina: quel Dio che, si dice, tenta fino all’ultimo istante di salvare ogni anima, qui avrebbe abbandonato la partita, dandola per persa, con tanto anticipo!

Se poi si pensa che già vent’anni fa la Madonna faceva sapere, come abbiamo visto, che “la punizione è inevitabile, perché non bisogna aspettarsi la conversione del mondo intero”, si ha la sgradevole impressione di assistere a una sorta di commedia con tanto di copione già scritto.

Siamo nella confusione più completa. E mentre Mirjana ostenta grande sicurezza, padre Livio non riesce a nascondere il proprio disorientamento.

Ne “La Donna e il drago”, scritto un anno dopo l’intervista alla veggente, propone alternativamente entrambe le tesi (condizionato/incondizionato) sia riguardo ai singoli segreti sia riguardo all’esito ultimo della “tribolazione”.

Ad esempio, a p. 118 si parla di “vicende la cui realizzazione dipende dalle nostre libere scelte”; ma nella pagina accanto si dice che “i segreti rivelati si realizzeranno necessariamente”.

A p. 101 leggiamo: “Senza conversione questa volta il mondo non si salverà e non avrà futuro”; dunque l’esito felice è tutt’altro che scontato: è subordinato alla conversione nientemeno che “del mondo”. Ma ecco, appena cinque righe sotto: “Tuttavia la Regina della pace ci ha assicurato che l’umanità non perirà […] Il tempo della pace divina sulla terra … si realizzerà necessariamente”.

Mediante un “tuttavia” (congiunzione avversativa) la prospettiva viene così rovesciata.

Senonché padre Livio riesce nell’impresa di rovesciarla anche mediante una congiunzione esplicativa, continuando con queste parole: “Infatti [sic!] o il ritorno del mondo a Dio inaugurerà questa nuova fase della storia, oppure l’umanità, indurita nell’impenitenza, verrà distrutta dall’opera delle sue mani”.

A dispetto dell’ “infatti”, è chiaro … infatti che la possibilità dell’autodistruzone del mondo è precisamente l’opposto della certezza dell’instaurarsi del “tempo della pace divina sulla terra”: dall’incondizionato torniamo al condizionato.

Come del resto ribadisce l’autore appena sotto, impiegando però, anziché un “infatti”, proprio un “tuttavia”: “Ci deve essere chiaro che l’orizzonte di luce che la Madonna ci apre dinnanzi … è tuttavia legato alla nostra personale decisione di convertirci”.

E il “tuttavia” la fa spesso da padrone nelle argomentazioni di padre Livio (ad esempio alle pp. 145-48), a testimonianza di un andamento ondeggiante del pensiero.

Se abbiamo indugiato su questi particolari di forma, è solo perché qui non si tratta di un problema di perizia linguistica, la quale non fa certo difetto al nostro autore quando ha le idee chiare. Per citare un motto a lui caro: Rem tene, verba sequentur.

Naturalmente, a monte di tanta incertezza di argomentazione sta una questione più importante: il sempre insoluto - perché insolubile - conflitto tra i “diritti di Dio”, la cui volontà deve realizzarsi sempre, e i “diritti dell’uomo”, ossia il suo libero arbitrio, che deve garantire la possibilità di scelte pienamente autonome.

Di tanto in tanto padre Livio riferisce di ascoltatori che gli scrivono per chiedere come mai Mirjana dice che i segreti si compiranno comunque, mentre Vicka nell’intervista dell’agosto del 2003 afferma che con la preghiera si possono o cancellare o almeno attenuare.

La sua risposta (v. ad es. 02.09.03) è che non c’è nessuna contraddizione(!), perché quel che dice Vicka è vero, ma evidentemente la Madonna prevede già che non ci sarà la conversione nella misura richiesta.

Odi malizia! Ma allora resta il fatto che noi, utilizzando la capacità di previsione della Madonna, possiamo già sapere che è vero quel che dice Mirjana, sicché quel che dice Vicka è un puro flatus vocis, è divagazione accademica, è un’ipotesi di terzo tipo: “non si realizzerebbero se il mondo si convertisse”.

In un’altra intervista concessa a padre Livio nel dicembre del 2006, Vicka ha poi presentato una tesi che vorrebbe essere “conciliativa”: il compiersi degli eventi preannunziati dai segreti sarebbe sì ineluttabile, ma le conseguenze saranno mitigate se noi saremo preparati spiritualmente (in virtù di preghiera, digiuno, conversione, ecc.).

Il che, ovviamente, è tutt’altro discorso: di fatto, dunque, Vicka si rimangia quel che aveva detto in precedenza.

Tra le innumerevoli variazioni di bravura sul tema del carattere condizionato o incondizionato dei segreti merita di venir ricordata questa: gli eventi annunciati si verificheranno solo se Mirjana e padre Petar crederanno fermamente in quello che annunceranno; dovesse esservi un’incrinatura nella loro fede, tutto si vanificherebbe.

Il che (al pari della controversa questione della discrezionalità concessa al frate circa l’opportunità della divulgazione) configura una sorta di incoscienza da parte del Cielo: posto che il periodo dei segreti sia il forcipe che dolorosamente porterà alla luce il tempo di primavera per l’umanità, è inconcepibile che il piano divino possa venir frustrato dalla decisione - che si deve supporre integralmente libera - di due comuni mortali, o addirittura da un semplice vacillare della loro fede.

Ma qualcosa di molto simile, ci si assicura, era accaduto a suo tempo col ‘sì’ di Maria nell’economia della Redenzione.

A titolo di curiosità, vale la pena infine di riferire un’ulteriore variazione sul tema che appare decisamente bizzarra: padre Livio arriva a scrivere che “il tempo di primavera fiorirà pian piano nei cuori degli uomini, nella misura in cui si apriranno alla grazia e accoglieranno l’amore di Dio. Si tratterà di un passaggio forse impercettibile agli occhi della carne ma non a quelli di Dio che vede ciò che noi non siamo in grado di vedere” (DD 144).

Ecco, dunque: è inutile arrovellarsi per accertare se il tempo di primavera verrà necessariamente o no: è possibile addirittura che venga e gli uomini non se ne accorgano neanche!

Ma, fortunatamente, del fatto che essi vivranno un periodo di grande serenità e pace si accorgerà comunque Dio, cui nulla sfugge.

Così ci tranquillizza padre Livio. C’è veramente di che aprire il cuore alla speranza.

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