Monday, 24 June 2019
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                        Problemi particolari relativi al Battesimo   

 

 

Il potere di salvare e di dannare.  

 

Nel caso che il bambino che muore senza essere stato battezzato vada all’inferno, come voleva sant’Agostino (evenienza che la Chiesa, come sappiamo, per ora non si è decisa ad escludere), viene a crearsi una situazione indubbiamente singolare: la salvezza di ogni creatura che non ha ancora raggiunto l’età della ragione dipende interamente dall’iniziativa di coloro che potrebbero impartirgli o fargli impartire il battesimo.

Ed è inammissibile che un uomo, o alcuni uomini (i genitori o chi per loro) abbiano il potere di decidere, da soli, della sorte eterna di un’anima, provvedendo a battezzare il bambino appena nato o scegliendo di non farlo. È inammissibile cioè che un uomo, dando o negando il battesimo a un altro essere umano, abbia il potere di salvare o dannare la sua anima.

 

Se è vero infatti che la beatitudine e la dannazione sono di regola decise insindacabilmente da Dio (tanto che neppure di Giuda, si dice, è possibile affermare che sia dannato), è altrettanto vero che nel caso del battesimo di un infante tutto procede automaticamente: il sacramento agisce ex opere operato oppure, se non somministrato, non agisce.

Non c’è spazio per il pentimento e il conseguente esercizio della misericordia divina in articulo mortis; più in generale, non vi è spazio per alcuna reazione consapevole (a cominciare dall’accettazione del sacramento) da parte dell’interessato, che rimane totalmente passivo.

 

E dal fatto che un’anima può essere dannata in eterno per decisione (o magari per semplice incuria, negligenza) di un uomo, che non lo battezza mentre potrebbe farlo, consegue che non è sempre Dio che salva o danna (in collaborazione col peccatore): l’uomo (sempre nell’ipotesi di una sua reale libertà) può appropriarsi di questo potere. Tale è il paradossale effetto della “magia” battesimale.

In sostanza, in questa situazione si deve parlare di un potere diretto dell’uomo sull’anima di un altro uomo. E con conseguenze che possono essere definitive, nel caso di morte precoce in assenza di battesimo.

 

Il potere di rimettere i peccati - potere esclusivamente divino ma da Dio concesso per delega alla sua Chiesa -, quando sia in gioco l’anima di un essere ancora incapace di decisioni proprie, quale è un peccatore prerazionale, diviene automaticamente potere di salvare o dannare per l’eternità. E per di più, tale potere risulta affidato anche a persone estranee alla Chiesa.

 

 

Battezzare solo gli adulti?  

 

È plurisecolare la rivendicazione che ha portato al costituirsi del movimento anabattista, propugnatore di un battesimo impartito esclusivamente in età adulta, per fare del sacramento qualificante il cristiano un atto compiuto in piena consapevolezza. A tale richiesta la Chiesa risponde che il battesimo è un dono di Dio, una grazia che non ha senso rifiutare, comunque e a qualsiasi età.

 

È vero. Però si ammette che creano qualche difficoltà i voti battesimali (“professioni di fede”), che devono venir pronunciati dai padrini. Ciò dimostra che senza una qualche forma di accettazione consapevole il dono non ha senso: è, ripetiamo, una sorta di operazione magica.

 

Senza dubbio anche una montagna di dollari può venir donata a un lattante, e nessuno dirà che si dovrebbe rifiutarla a nome suo. Ma quei soldi il bambino li avrà, in effetti, solo quando sarà adulto; e comunque, se non li vorrà tenere, sarà sempre libero di farlo. Non così col battesimo.

È vero che, per chi non crede, il sacramento non è che un po’ d’acqua versata e qualche parola proferita con le migliori intenzioni del mondo; ma è innegabile che il tutto abbia un sapore magico-rituale di consacrazione irreversibile. Che fa a pugni con l’enfatizzazione ossessiva del libero arbitrio dell’uomo.

 

Va ricordato che l’unico caso in cui il carattere del sacramento non si imprime è quello in cui il battezzando è decisamente contrario a riceverlo; e questo non può certo essere il caso di un infante.

Anche se la possibilità tecnico-giuridica dello “sbattezzamento” esiste (si può farne richiesta alla Chiesa: un recente documento della CEI illustra la procedura da seguire), vale quanto affermato in proposito dal card. Ruini: “è impossibile cancellare un fatto come quello del Battesimo, così come non si può cancellare il proprio atto di nascita”.

Il che non fa che ribadire quanto figura nel Catechismo della Chiesa Cattolica: “Il Battesimo segna il cristiano con un sigillo spirituale indelebile (‘carattere’) della sua appartenenza a Cristo” (n. 1272).

 

Singolare l’argomentazione con cui la richiesta di impartire il battesimo solo ad adulti consenzienti viene contestata da padre Livio. Dobbiamo metterci bene in testa, dice, che la nostra libertà di uomini è limitata, a cominciare dalla nascita, la quale avviene senza che Dio o i genitori ci abbiano chiesto il permesso di metterci al mondo; permesso che non potevano chiederci per il semplice fatto che noi non esistevamo ancora.

Ecco dunque che una circostanza dolorosa della condizione umana, anziché giustificare, nel prosieguo della vita, a mo’ di compensazione, un più ampio margine di libertà, viene sfruttata proprio per coonestare ulteriori limitazioni della libertà. Un “sopruso” viene adibito a legittimazione di altri soprusi.

Prodigi della ragion teologica.

 

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