Thursday, 21 September 2017
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                 La porta del Paradiso

 

 

Uno dei momenti più emozionanti vissuti dai veggenti di Medjugorje è senz'altro la visita al paradiso compiuta da Vicka e dal piccolo Jakov, presi per mano dalla Madonna stessa e portati in cielo passando attraverso il tetto della casa prodigiosamente apertosi.

Sulla portata teologica, ecclesiale e pastorale dell'episodio ci esprimiamo altrove, nella monografia dedicata alle apparizioni bosniache. Qui ci interessa dire qualcosa sul realismo dell'esperienza quale ce la presenta il racconto dei protagonisti.

 

Si può infatti ammettere che alcuni particolari abbiano solo una valenza simbolica; tale potrebbe essere ad esempio il san Pietro posto all'ingresso con tanto di chiavi in mano e richiamante la promessa di Gesù: "A te darò le chiavi del regno dei cieli".

Ma quando sentiamo raccontare che la porta d'ingresso è di legno e che in paradiso si cammina sul duro, non possiamo non intendere tali dettagli nel loro senso proprio, a conferma del carattere realistico dell'esperienza vissuta. La stessa cosa si può dire dell'immagine del mondo che rimpicciolisce rapidamente agli occhi dei due ragazzi che hanno iniziato il volo.

 

Restiamo quindi sorpresi nell'apprendere che la prima cosa che si presenta al loro sguardo è nientemeno che la porta del paradiso.

Una porta infatti è un passaggio per accedere a un ambiente chiuso, che può essere un edificio o uno spazio delimitato da una muraglia, una palizzata, un recinto, una siepe … Alla vista dei due pellegrini dovrebbe dunque apparire innanzitutto - dapprima minuscola per la distanza e poi via via più grande - questa struttura delimitante lo spazio del paradiso; e solo successivamente essi dovrebbero individuare il punto d’accesso, ossia la porta.

Qui invece abbiamo una porta … nel nulla. Impossibile non chiedersi: a che serve, dato che a quanto sembra si può passare a destra e a sinistra, di sopra e di sotto?

 

Siamo di fronte a un miracolo grandissimo, rispetto al quale il fatto stesso di venir portati a vedere il paradiso impallidisce: uno di quei miracoli che di regola sono preclusi anche all’onnipotenza divina, in quanto implicano una contraddizione (tale è, ad esempio, lo spegnere una lampadina già spenta). Nel nostro caso si tratta nientemeno che di fare un buco nel vuoto, il che chiaramente è ancora più difficile - e di parecchio - che fare un buco nell’acqua.

 

Dal punto di vista pastorale però funziona: fa venire anche ai non credenti una gran voglia di andare in paradiso per vedere questa porta, forse più interessante del paradiso stesso. È una di quelle attrazioni che le guide turistiche definiscono “da non perdere”, ”da vedere assolutamente”: una straordinaria Sehenswürdigkeit, come dicono i tedeschi.

 

Viva dunque la porta del paradiso. E un grazie alla Madonna di Medjugorje, che ne inventa sempre una nuova.

 

 

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