San Tommaso d’Aquino
Dopo aver mostrato l’esempio forse più illustre fra i tentativi di armonizzazione, offriamo qualche scampolo di esegesi applicata a singoli passi di un singolo vangelo, e solo occasionalmente impegnata a risolvere problemi di concordanza.
Prendiamo il materiale dall’opera di un altro grande dell’apologetica cristiana (e non solo dell’apologetica, s’intende): san Tommaso d’Aquino, autore fra l’altro di un “Commento al Vangelo di san Giovanni” (i numeri indicano i paragrafi in cui è suddiviso il commento; s’intende che i corsivi sono nostri).
2474 Marco, scrive l’autore,“dicendo che era sorto già il sole non intese asserire che era già apparso sulla terra, ma che si avvicinava [!] alle nostre regioni”. Perciò per Tommaso il “di buon mattino, essendo sorto già il sole” del secondo evangelista può benissimo accordarsi col “quand’era ancora buio” di Giovanni.
Già. Il fatto è che il sole “si avvicina” alle nostre regioni anche a mezzanotte.
2488 Si prospetta la seguente obiezione: “Ma Cristo non aveva loro predetto la Passione e la Risurrezione? Vedi, per es., Mt 20, 19: ‘… e il terzo giorno risorgerà’”.
E si risponde così: “Si deve pensare che i discepoli, per l’abitudine che avevano di ascoltare da lui delle parabole, non capivano parecchie di quelle cose che egli diceva loro apertamente, credendo che volesse dire tutt’altro.”
Cascano letteralmente le braccia. A volte lo zelo apologetico può risultare devastante. Se è come dice Tommaso, dei Vangeli possiamo utilizzare tutt’al più le parabole (sperando che, almeno quelle, gli apostoli le abbiano capite!).
2492 Come Agostino, Tommaso pensa che per ‘sepolcro’ si debba intendere, a seconda dei casi (ossia, a seconda delle necessità dell’esegesi), o la tomba vera e propria o il recinto in cui essa si trovava.
2502 La Maddalena scambia gli angeli per uomini e, “pensando che essi avessero ciò domandato per ignoranza [sic!], espone il motivo del suo pianto”.
L’esegeta fa far figura di insipiente alla protagonista (o meglio: la ribadisce, dato che tale figura la donna la fa comunque).
2505 Per spiegare l’illogico “voltandosi” della Maddalena che sta parlando con gli angeli, l’autore immagina che alla comparsa di Gesù gli angeli si siano alzati in piedi per deferenza. Allora lei si volta per vedere che cosa loro hanno visto. (Questa argomentazione può dare un’idea della finezza d’ingegno profusa nei secoli per trovare una soluzione a tutto.)
2510 Si cita san Gregorio, secondo il quale la Maddalena non s’ingannava pensando che quell’uomo fosse il giardiniere, “perché egli con la forza del suo amore stava piantando nel suo cuore i semi della virtù”. (Abbiamo qui un esempio di interpretazione allegorica, che torna utile quando non si resce a spiegare altrimenti.)
2516 (ult. cpv.) Si dice che la Maddalena vede due volte Cristo, la prima quando lo scambia per il giardiniere e la seconda mentre con le altre donne sta andando ad annunziare ai discepoli “quello che aveva veduto” (sic).
Dunque: prima, la donna vede il Risorto da sola, poi si unisce alle compagne per recare la notizia agli apostoli; lungo il cammino, tutte quante vedono Gesù (e la Maddalena lo rivede: inutile dire che il comportamento di Gesù, che aveva appena raccomandato alla donna di avvisare senza indugio i discepoli che egli saliva al Padre, risulta molto “strano”, per usare un eufemismo caro all’apologetica).
2517 San Tommaso dice che una delle due ragioni mistiche per cui Gesù non vuole essere toccato dalla Maddalena sta nel fatto che “il tatto costituisce come il culmine della conoscenza”, ci fornisce cioè, a differenza della vista, la “conoscenza completa”.
Ora, continua l’autore, “questa donna aveva una certa conoscenza di Cristo come di un uomo santo, per cui lo chiamava maestro; ma non era ancora giunta a riconoscerlo uguale al Padre e una cosa sola con Dio. Perciò il Signore le dice: ‘Non mi toccare’, cioè non fissare il culmine della tua conoscenza in ciò che credi attualmente su di me; ‘perché non sono ancora salito al Padre mio’; vale a dire: Non vi sono salito nel tuo cuore, perché non credi che io sono una cosa sola con lui”.
Qui l’ingegno del santo deve aver avuto una panne, scambiando letteralmente la causa con l’effetto. Il toccare, come ci spiega l’autore stesso, non è segno, bensì causa e strumento di conoscenza; quindi, semmai, proprio toccando il Risorto la donna avrebbe conosciuto compiutamente quel che ancora conosceva in modo imperfetto.
È poi appena il caso di osservare che questo non spiega affatto perché potevano invece toccare Gesù le donne di Mt 28, 8-10 (tra cui, per Tommaso, la stessa Maddalena) e i discepoli, addirittura invitati a “toccare e vedere”.
Dovevano essere nelle stesse condizioni: se la Maddalena non aveva ancora assimilato il concetto di “Trinità divina”, non l’avevano certo assimilato neanche i discepoli e le “altre donne”.
Per finire, citiamo una chiosa di un altro grande esegeta, contemporaneo di Tommaso e autore anch’egli di un commento al quarto vangelo: san Bonaventura da Bagnoregio.
Ci serve per mostrare come a volte il procedimento allegorico finisca per entrare in frontale contraddizione col senso letterale, di per sé elementare e chiarissimo.
Parlando di Pietro e Giovanni accorsi al sepolcro, san Bonaventura dice che Giovanni evita di entrare per primo perché egli rappresenta i giudei, i quali, benché chiamati per primi (avevano ricevuto la Legge), sono approdati alla vera fede dopo i gentili, qui rappresentati da Pietro.
In sostanza, l’interprete decide che l’entrare nel sepolcro rappresenta l’approdo alla fede; e in base a questa sua aprioristica assunzione deduce che Pietro (e con Pietro i pagani) è arrivato a credere nel Cristo prima dei giudei; sicché per lui non conta nulla il fatto che il testo affermi a chiare lettere esattamente il contrario, ossia che fu Giovanni che “vide e credette”, mentre per Pietro si è autorizzati proprio a pensare che ciò non sia affatto avvenuto.
Abbiamo qui un esempio dell’incredibile arbitrarietà dell’ermeneutica biblica esercitata a scopo apologetico.
Hai notato un errore? Seleziona il punto e segnalalo. Torna a inizio testo Segnala un errore Torna a inizio testo